




Avevo provato di tutto; la dieta del limone, la dieta del minestrone, la dieta dell’uva, quella dell’IG, quella a zona, quella dei colori! La dieta dei colori! In pratica secondo non so quale tipo di calcolo e in base al risultato finale il test aggiudicava un colore che sarebbe stato quello indicativo per tutti i cibi da ingerire. Esempio: verde; zucchine, spinaci, insalata, ecc ecc con il rischio, quando finita e se non ti avrebbe finito prima lei, di somigliare ad una capra piuttosto che ad una top model! A me era uscito il colore rosso, mi ritenevo abbastanza fortunata… peperoni, pomodori, a parte l’indecisione per la mela (vale la buccia?) e il fatto di dover mangiare carne cruda tipo cannibale o no, avevo varie opzioni di scelta. Ma il colore blu? Che caspita avrebbe mangiato la povera disgraziata a cui fosse risultato questo colore così scarso in natura? Ci ho pensato per giorni e a parte il gelato gusto “puffo” non mi è venuto in mente più nulla!
Ma i colori non hanno segnato solo la mia alimentazione, almeno per un periodo, ma anche e soprattutto il mio modo di vestire.
Il verde non mi donava di sicuro, a meno che io non avessi l'intenzione di somigliare ad un cocomero maturo. Con il rosso invece avrei avuto buone probabilità di ottenere l'effetto pomodoro GENETICAMENTE MODIFICATO, stenderei un velo pietoso sul bianco... una mozzarella con le scarpe da tennis! Bene! Dopo aver passato in rassegna tutto ciò che potevo sembrare con i colori vivaci l'unica scelta che mi restava era: nero! Del resto il nero non solo "assottigliava" ma donava una certa eleganza... certo che vestire di nero su una spiaggia assolata ferragostana non era il massimo, ma bisognava essere ottimisti e io lo ero! Bastava solo evitare la combinazione bianco/nero per non richiamare alla mente l'immagine dell'orca marina!
Mi pare che come inizio non fosse così male! Odiavo l'estate e la odiavo perchè non potevo sfoderare mai un fisico da passerella. Restavo a dieta per 11 mesi riuscendo anche a perdere quei quattro cinque chili, ma quasi come in una crisi di panico, un mese prima di partire per la sospirata vacanza riprendevo i chili faticosamente persi e con gli interessi! Insomma sembrava quasi che inconsciamente, non riuscissi a sentirmi a mio agio in mare, se non sotto forma di balenottera! Così che decisi di rivolgermi ad una psicologa, prima di correre il rischio di vedermi gettare ettolitri d'acqua addosso pensando ad un cetaceo spiaggiato.
Fu così che ai primi di dicembre decisi di darmi un’ultima chance, sperando nel “mitico” miracolo di Natale!
La dottoressa fu chiara: dovevo tirare fuori i motivi delle mie continue abbuffate e scaricare finalmente il bagaglio di anni di frustrazione. Dopo appena la prima seduta venne fuori che mangiavo per senso di abbandono. Uhm... l'unica cosa che mi aveva abbandonato negli ultimi 5 anni era stato il pappagallino, piansi per giorni, soffrii per quella perdita in maniera così intensa da decidere di non prendere più animali in grado di aprire lo sportellino della gabbia... così, successivamente, comprai una tartaruga! La seconda seduta fu più approfondita: mangiavo perché non mi piacevo! Uhm... se avessi avuto trenta chili in meno sarei stata innamorata di me, ma io mi piacevo. Giuro! Ero una ragazza; simpatica, estroversa, spiritosa, in gamba e... totalmente invisibile agli occhi degli uomini! Non che mi interessasse particolarmente piacere ad un uomo però... ogni tanto... un invito a cena... Con la terza seduta finalmente venne fuori la verità incontrovertibile: Mangiavo ( e avevo messo su trenta chili di troppo) perchè odiavo la mia vicina di casa! Quasi pensai di darle fuoco all'appartamento! Non ci avevo mai riflettuto su prima di allora, ma in effetti era una persona di quelle che ti fanno diventare come l'incredibile Hulk dalla bile che riescono a farti salire fino alla radice dei capelli. Lei non era una ragazza normale no! Era: "Miss-sto prendendo il meglio della vita alla faccia tua!" Siccome era troppo lungo come nome la chiamavo semplicemente: Barbie! Che in pratica era l'incarnazione della frase di cui sopra. Una che non fa un cazzo dalla mattina alla sera che ha avuto la fortuna (perchè di quello si tratta!) di nascere con un bel visino e di essere riuscita a conservare un corpo piccolino e ben curvato nei punti giusti. Barbie ha tutto quello che avrei voluto a cominciare dal fidanzato bello! E quando dico bello credetemi è riduttivo! Ken ( mi pare giusto chiamarlo così) è affascinante, ha un taglio di occhi che quando ti guarda sembra un uccello rapace pronto a ghermirti tra i suoi artigli. Logicamente non mi sarebbe affatto dispiaciuto fare da preda... e non mi spiegavo come questi due, così diversi tra loro, potessero stare assieme. Barbie aveva venti massimo ventidue anni, capricciosa, volubile, irritabilmente infantile. Lui pressappoco la mia età, sulla trentina. A parte la differenza di età, lui sembrava così maturo da trovare stonata la combinazione con una ragazzina figlia di papà. Vabbé rosicavo! E’ che mi riusciva così difficile dover accettare che una ragazza che aveva la fortuna di avere tutto dalla vita dovesse godere di "diritto" anche dell'uomo più affascinante del mondo mentre io... ma la verità è che conoscevo molto bene Ken. Eravamo nella stessa classe alle superiori, da allora ne ero inutilmente innamorata. Ma per lui ero inesistente. Mi chiesi se avevo davvero bisogno di una psicologa per arrivarci! Comunque sia nella seduta successiva la dottoressa mi pose una serie di domande per arrivare a quella decisiva: - Se potessi essere Barbie (anche lei la chiamava così) faresti cambio?- Che razza di domanda del cavolo! Ero una ragazza spiritosa, simpatica, estroversa... "Certo che farei cambio!"
Avrei dato l'anima al diavolo per essere bella come lei.
A quel punto non mi crederete lo so, ma sul viso della dottoressa si dipinse un sorrisetto strano, quasi diabolico, mise la mano in uno dei piccoli cassetti dell'antico scrittoio e ne tirò fuori un'ampollina rossa guardandomi con fare complice!
- Bevilo allo scoccare della mezzanotte e non guardarti allo specchio prima dell'alba! - La guardai sbigottita aspettandomi quasi che si trasformasse in una vecchia megera o qualcosa sul generis, le domande che mi si affollarono in testa erano tante, ma non proferii parola nel prenderle dalle mani la piccola ampolla.
Nella vita c'è chi si aggrappa alle pareti rocciose di una montagna da scalare per arrivare alla vetta...... io mi sono aggrappata a due sassetti per arrivare chissà dove (magari al manicomio). E con un po' di buona volontà vi trascinerò con me, se continuerete a leggere questi post altalenanti di una persona devastata da diverse personalità! Questo è il quadro (clinico) della situazione in cui ci troviamo io e voi, aspetti positivi? almeno due: primo sono cosciente di soffrire di sdoppiamenti della personalità, secondo se facciamo un unico pullman c'è lo sconto per comitive! Ci sono poi le persone che si aggrappano ai sogni, visti come progetti da realizzare e chi si aggrappa a quelle che potrebbero essere solo delle mere illusioni (indovinate quale delle due sono in questo caso) e vabbè c'è anche chi si acchiappa alle palle io evito per "delicatezza". Oddio come sono finita a fare questo discorso? Sì... forse ci sono, dunque dicevo che mi sono aggrappata a due sassetti e così ho deciso di fare una cosa.... un po' matta forse, anzi togliamo il forse: matta punto! UFFFFFFFFFFFFFFFF il punto è che nella vita bisogna dare di matto perché è nella pazzia la vera libertà dell'uomo. Il matto non è razionale, non è logico, non è ipocrita, falso, bigotto è semplicemente se stesso! E' l'incarnazione dello spirito d'avventura, della gioia, della spontaneità della fanciullezza che resta dentro ognuno di noi che troppo spesso annientiamo perché la società ci vuole tutti precisi tutti STERILI E VUOTI come contenitori per le urine. Non voglio essere un contenitore per le urine, voglio essere qualcosa di speciale.... qualcosa pieno di cose preziose, uno scrigno! Un vecchio ammuffito scrigno di legno qualcosa di consunto dal tempo vissuto che reca in sé le gioie di emozioni che un giorno saranno la storia della mia vita. Per questo motivo proverò ad afferrare questo destino e ad imbrigliarlo per bene e se non riuscirò nell'intento.............................................................
Mettendomi difronte a questa pagina bianca, sono rimasta per un po' di tempo ferma a pensare e non perché mi mancassero i pensieri né le parole, solo volevo trovare quelle giuste...

Carissimi lettori, oggi è venerdì 13! E ho detto tutto!!!! Non che io sia superstiziosa, per carità però... un paio di scongiurelli li farei, se non altro perché; la sveglia stamattina non ha suonato... la macchina di mio marito si è fermata all'improvviso e non è ripartita più... mio zio ha messo in moto la sua auto e questa ha preso fuoco.... beh ovviamente sono solo coincidenze, però oggi ho deciso di restare in casa! 
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